
Ad ogni modo, non dovevo fare la solita premessa ma alla fine ci sono cascato. Non scrivo da secoli, millenni, e via dicendo. Per sbloccare un digiuno non previsto, non richiesto, non gradito, c'è voluta una canzone. Che poi, se vogliamo dirla tutta, sto persino smettendo di ascoltare; no, non le persone, quelle sono quasi un diplomatico inspiegabile martirio ... intendo la musica. Facciamo un po' di sospensione e fingiamo di non essercelo detto.
Dicevo, c'è voluta una canzone per sbloccare l'ingranaggio. Non mi va di chiedermi se domani sarà di nuovo tutto rotto, penso d'aver ormai abbandonato questa filosofia; la traiettoria della mia vita ora tende più alla disillusa ricerca che al nulla cosmico degli anni passati.
Che dire, la canzone forse si adegua pure alle metereologiche esperienze di questi due mesi fortemente invernali che sono stati dicembre 2008 e gennaio 2009.
Hai mai ascoltato la neve?
No, non dico vedere, dico ascoltare. Ascoltare proprio il suono che fa. Non c'è. E questo può sembrare elementare, ma non lo è quando dopo interi minuti e controminuti passati a guardare come un bambino la finestra, la finestra nuova televisione riscoperta nel contemporaneo mondo moderno, decidi di aprirla. Insomma, nel silenzio di casa guardi piccoli piccolissimi pensieri bianchi cadere piano, uno dopo l'altro, ma sempre senza fretta, posarsi senza creare volume; dopo lunghi respiri di totale silenzio apri la finestra aspettandoti la complementarietà dei sensi, che lo spettacolo ti regali anche l'audio ... e invece ... niente, ancora silenzio. Ora, a parole non sarà di certo efficace, ma stringo questo ricordo stretto a me, come se fosse il mio giocattolo dei 25 anni, la mia scoperta, con lo stesso entusiasmo con cui da piccolo si guarda un cane, un altissimo uomo con cappello nero, la coda di una lucertola che si muove. Io mi tengo la mia neve e il suo silenzio, mi dà tanto, come questa canzone, che penso sarebbe il sottofondo perfetto di continuità tra il “prima dell'apertura della finestra” e il “dopo l'apertura della finestra”.
Credo d'essere tutt'altro che tranquillo, felicemente speranzoso, sicuro e voglioso, come mi credevo mesi fa, come scrivevo mesi fa. Ho ancora tutto lo spasmodico desiderio di fare, ma avevo troppo presto sancito la scomparsa della mia migliore compagna. Che non è la neve, e nemmeno questa canzone.
La mia vita al momento sembra, come dire, una ruota quadrata.
Tutto procede, ma procede come una ruota quadrata.
Ah giusto, la canzone?
Il video lo scopro ora, nel momento in cui incollo questo codice:

