domenica, giugno 10, 2007



john.

john arriva a casa stanco, del resto ha passato una serata diversa dal solito, per lui.
il lavoro lo uccide.
lo uccide dentro, più che altro.
non che faccia chissà cosa. ma diciamo che tutto è sufficiente per ucciderlo dentro.
john quindi arriva a casa stanco. perché per lui le 23 sono l’orario fin troppo tardo per aprire le coperte del letto. rigorosamente da una piazza e mezza, rigorosamente ben ordinato.
ciò che ci vorrebbe è qualcuno con cui condividere questa stanchezza, crede lui.

l’acqua prima di andare a dormire stasera non la berrà.
perché?
non ci sono motivi precisi. certe volte la stanchezza supera i confini teorici, supera le abitudini e chi si è visto si è visto. certo è che stasera non c’è tutta quella metodica forza che porta alla successione delle azioni necessarie e sufficienti per dirigersi in cucina e aprire il frigorifero. per l’acqua fredda, per il rito serale.

john.
a john piace il suo nome.
non l’ha deciso lui ma è contento di tal cosa. del fatto che non l’ha deciso lui ma è per lui comunque piacevole.
i suoi genitori non erano niente di storicamente rilevante, ma di sicuro qualcosa per lui importante. del resto, l’han chiamato john. quindi, beh, per lui sono tanto.
a john piace il suo nome. alle ragazze con cui esce ancora di più.
lui vorrebbe sposarsi. ma non perché dietro ci nasconde sogni e desideri, figli e mutui. nonono.
lui vorrebbe sposarsi perché dietro ci vede il completo genocidio. una pace interiore che mai potrebbe raggiungere altrimenti.
è cinico, lo sa.
è cinico ma non si cura della cosa. del resto, dove sta scritto che sia una colpa?
e se anche fosse .. se anche fosse scritto .. chi dimostra sia sbagliato?
di certo non i suoi genitori.
i suoi genitori no. perché non erano nemmeno storicamente rilevanti.

non ci riesce proprio.
non riesce a prendere sonno, no, stanotte.
perché questi sono i suoi pensieri, perché quelle macchie bianche sul soffitto sono i suoi occhi, perché stasera non si è sposato e domani non confida in una cerimonia dell’ultimo minuto.
beh, oddio, di anni non ne ha quaranta. nemmeno cinquanta. forse trenta.
però solo è, solo rimane.
da nessuna parte sta scritto che lui debba dividere una vita a metà.
però, ecco. lui sì, vorrebbe essere un simpatico genocida.
ma senza rancore, sia chiaro.
semplicemente genocida.
del resto, chi dice sia sbagliato?
e se anche fosse .. se anche fosse scritto .. chi dimostra sia sbagliato?






/* è solo fictionnne */
/* la vita è spesso fictionnne */
 
posted by mr`anf at 02:19 8 comments