
posa la tua voce, di nuovo,
io la prendo e ne faccio
la gioia più grande
il senso che trovo
l’amore.
l’amore non è fottuto.
l’amore non è mai dato al vento.
niente retorica stasera, sono troppo triste per essere retorico. ma qualcosa lo voglio lasciare scorrere fuori. perché qui si sanguina, per secondi magari, ma si sanguina in abbondanza. indipendentemente da chi ha il colpo inferto, indipendentemente dalla parola più appuntita tra le tante, tra i silenzi più taglienti che mai.
l’amore.
l’amore è sottile.
l’amore è largo.
l’amore è intorno a me e a te. lo è stato e figurati se non lo è ancora.
io non te l’ho detto mai. perché io sono io, perché io sono una persona che fondamentalmente ha paura, anche se non lo dà a vedere, anche se è più grande e sa di sorriso e primavera. talvolta.
l’amore.
l’amore è l’orologio che non abbiamo controllato.
l’amore è la tasca del mio cappotto.
l’amore è il tuo seno, l’amore sono io che tremo.
io non ho vissuto mai quello che dolcemente ci siamo costruiti, quello che era perfetto per esistere a priori di ogni cosa e all’infuori di ogni buona convenzione. perché io non riesco a nascondere le mie preoccupazioni, perché io penso a sproposito, perché io riverso parole quando dovrei soltanto smentirti, nelle grigie piazze della tua città.
l’amore.
l’amore è il pranzo che mi preparavi.
l’amore è la tua segretissima ricetta di torta al cioccolato.
l’amore è quello con cui hai condito ogni più piccola briciola. briciola di noi e del nostro rapporto. e io? e io le conservavo dentro di me, ognuna di esse, per ricomporle dopo, a casa, in un grande quadro che eravamo noi.
siamo il più bel film che si potrebbe vedere, rigorosamente in bianco e nero, rigorosamente sotto ad un’unica coperta, rigorosamente sul divano, tra un abbraccio e una tazza bollente.
e io stavo zitto perché le parole me le toglievi davvero.
ma quello che ho dentro,
quello no,
quello me l’hai invece dato tu,
fin dal primo momento in cui hai posato i tuoi grandi occhi su di me.
non è facile.
non lo è.
non c’è forza esterna che tenga.
non c’è ragione alcuna per tutto questo.
se non che vorrei amarti,
fino
in
fondo.
ma non posso.
e ti giuro che questa
è la cosa
più dolorosa
che ci sia.
