venerdì, maggio 26, 2006


Giorni che trascorrono più veloci del solito.
Istanti immortalati in foto in bianco e nero. Gente sconosciuta come soggetto. Il mio umore come effetto. Io inetto.

Lasciandomi trasportare dagli eventi ho condotto un maggio d’altri tempi, uno di quelli che non ho vissuto mai. Niente di speciale, figuriamoci. Non ho mosso il culo in nessun dove, non ho dato il mio culo a nessun signore. Semplicemente giorni trascorsi più veloci del solito, senza chiedersi il perché di tutto quel susseguirsi di fatti, controfatti, risposte non risposte.
Maggio. E’ il mese che sul calendario di un imprecisato anno della mia infanzia era rappresentato dalle api, simbolo forse di vita primaverile. Io odio le api e di conseguenza odiavo quel calendario. Ho ventitre anni perché è in maggio che ricorre il mio compleanno. Ho ventitre anni freschi freschi e ancora ricordo quel calendario.
Maggio. E’ il mese che su un altro calendario di un altro imprecisato anno della mia infanzia era rappresentato dalle rose, simbolo vero di una vita che sboccia. Già le rose mi piacciono di più. E poi le rose si possono regalare, le rose sono rosse come un cuore, le rose di solito arrivano dritte al cuore. Quasi sempre.

Oggi al telefono ho sancito che questa è la primavera più atipica che la mia sui generis memoria ricorda. Solitamente rinascita, questa volta confusione. Tanta. Immagino un uomo che corre, magari un uomo quale ormai sto diventando … che corre tentando di raggiungere ad ogni costo l’altro capo della via, di questa via zeppa di gente in un mercato indiano nel mezzogiorno più caldo che lui abbia mai conosciuto. Tutti, ovviamente, si muovono nell’esatta opposta direzione. Lui corre, lui sbatte. Irrimediabilmente. Spalla contro spalla, ogni colpo diventa sempre più duro, ogni colpo rallenta sempre di più la sua marcia. Poi la via diventa un inferno, la gente delle anime in pena e il suo corpo comincia ad aver addosso braccia, mani, unghie, pesanti noie di peccatori sconosciuti. Il moto ancora più rallentato, le preoccupazioni d’altri addosso all’uomo che corre … che corre sempre più lentamente, che fa sempre più fatica, che perde sempre più sangue. Rosso. Come una rosa. Come un cuore.
L’uomo non arriva in fondo, non arriva in fondo perché prima di incrociare la mano che, tesa, lo aspetta si rende conto che le ferite addosso non sono noie di peccatori sconosciuti, non sono le preoccupazioni d’altri … sono solo e soltanto le sue lacrime, le sue lacrime non versate, che nessuno gli vede scendere dagli occhi, ma che lui sente aprirgli la carne … senza sapere il perché.

Ho perso una parte di me.
Ho perso un anno di vita.
Ho perso qualche sogno.
Ho perso un po’ di fiducia.

Ho trovato una persona.
E nell’istante in cui l’ho trovata … l’avevo già persa.

Ora traspare, compare, scompare, ricompare … come il fantasma della primavera che quest’anno non ho trovato, svegliandomi una mattina di marzo.
 
posted by mr`anf at 19:48 25 comments
giovedì, maggio 04, 2006

Piano.
Piano tento di riprendere in mano la mia vita.

Il tram tram delle solite cose … qualche lezione, qualche riunione, qualche fotografia, qualche nuova canzone, qualche euro in meno. Lentamente le giornate scivolano via, una dopo l’altra, senza lasciare un segno preciso. Mi ritrovo a saltellare, appesantito, da un impegno all’altro, scrupolosamente procurato nel tentativo di occupare angoli di giornata.

E’ stupidamente bello avere due abbonamenti in borsa, come un bambino contento delle nuove scarpe che non lo lasceranno mai, o quasi. Due abbonamenti e un ombrello perché questa è la primavera meno primavera che mi sia scivolata come sabbia fra le dita. Perturbazione. Due abbonamenti, un ombrello e il Muji … il fedele taccuino che mai avrei pensato di riempire così tanto: era nato come salvaparole, nel caso in cui l’ispirazione mi avesse veramente rapito, e ora è diventato quasi il diario di un ragazzo che ha veramente finito gli interlocutori.
Stralci.
Stralci.


non so.
non so cosa devo fare.
cosa voglio?
è tanto, tanto tempo che affogo nella mia ricerca da romantico (aggiungerei stupido) malinconico sognatore. risultati? lontani dalla meta, nonostante stupendi e strazianti effetti collaterali.
corollari di teoremi.
confutazioni.

se la mia tesi cade, sono in grossa crisi.
se cado io non importa, figuriamoci.
se cado fra le braccia di qualcuno? vorrei solo che dopo mi baciasse.

così.

semplicemente.

e dopo un sorriso.
e dopo più niente.

 
posted by mr`anf at 23:56 28 comments