



Il tempo vola ed è sempre così difficile afferrarlo.
Io non credo nel destino, sono sempre stato un difensore a spada tratta di razionalità e principi causa effetto. Pian piano i tempi cambiano, inevitabilmente … pian piano si cresce e ci si riempie la testa di pensieri su pensieri. Poi arrivi a ventidue anni, quasi ventitre, con in mano niente e la paura che anche questo non sia sufficiente. Allora cominci a far girare il cervello ancora più velocemente, a guardare più a lungo un bambino giocare, a fuggire la realtà e saltare a piedi scalzi, con le scarpe incollate a terra nel tentativo di bloccarti la vita nel tuo posto nella società.
Pian piano i tempi cambiano e ti ritrovi a riflettere sulle coincidenze delle cose, sui fatti, su tutte le occasioni perse e quelle che non sei più disposto a perdere. Senza aver bevuto alcuna bottiglia di vino, disinibisci il tuo io perché senti che non c’è davvero nulla da perdere, perché la linea tra la retorica e la tua vita non è ancora stata marcata, perché quello con il gesso in mano sei tu e per ora non lo vuoi proprio dare a nessuno. Allora cominci a far girare il cervello ancora più velocemente, a renderti conto che forse non è tutto solo azione reazione, causa ed effetto … forse tutto è davvero una fitta rete di fili, un intreccio complesso di traiettorie, in cui la tua vita ne incrocia mille e ancora altre mille, finché un giorno incontra quella giusta a cui si legherà in una spirale d’amore … e come destinazione una via sconosciuta ad entrambi.
Se ti butti può sembrarti di volare.