sabato, gennaio 28, 2006

Sento gli occhi stanchi. Bruciano un po'. Le palpebre pesanti. Sintomi di ore di sonno mal gestire ... e quando mai l'ho fatto bene? Mi piace stare seduto qui fino a tardi, nel silenzio, nel buio rotto soltando dalle due lampade di rosso tenue.
Bolle che salgono, bolle che scendono. Cera bollente. Cera malleabile.
Certe cose cambiano.

Non capisco perchè alla fine sia così. O meglio ... non capisco come ci siamo arrivati. Se ne parlava più per curiosità che per altro, non ne facevamo un problema, semplicemente non sapevamo dare il perchè. E ora è un qualcosa, di reale, impossibile da scordare. Se ne sta in un cantuccio, ci guarda vomitare parole su parole, malcontento su malcontento, standosene zitto ... crede di aver già vinto, aspetta solo che la preda stramazzi. Come un avvoltoio. Aspetta che io stramazzi. Aspetti pure. Tsk.
Aspetti pure, perchè io non ci sto. Perchè non ho mai creduto nel destino, nella fatalità, nell'aspettare inerme un "qualcosa" che cambi il mio stato vivente. Certe cose non sono come un treno da prendere alla stazione, da aspettare quando è in ritardo ... nè tantomeno da perdere. Io sono fatto così. E preferisco alzare il mento, mettermi di buona lena e camminare, arrivare dove devo arrivare senza che qualcuno o qualcosa mi dica quale binario imboccare. Non è anticonformismo, è semplicemente quello che si dice scegliere. Che sia la strada giusta o quella sbagliata ha un significato relativo, lo lascio ai momenti in cui potrò piangere e rimpiangere. L'importante è scegliere. Uccidere l'avvoltoio. Amare.
Ti voglio bene e non voglio finisca qui. Così.

Farsi scivolare addosso le cose è davvero stupido.
Come dice il mio amico Pierluigi, "la vita è una figata".
Non aspettarla al binario.
Al freddo.
Da solo.
 
posted by mr`anf at 01:08 14 comments
giovedì, gennaio 12, 2006

Era tutto perfetto.
Avevamo la gente, il pretesto, l'alchool e la demenza. Abbiamo tirato fuori dal cilindro uno di quei conigli rari, che nemmeno il prestigiatore si ricordava d'aver lì dentro. Un clima assurdo, amicizie che sbocciano come fosse primavera, pacche sulle spalle e risate ... come se ci conoscessimo da un'eternità.
Era tutto perfetto. Perchè cazzo bisogna rovinarsi con le proprie stesse mani?

Nessuno vuole giudicare nessuno, soprattutto nessuno vuole giudicare alcun sentimento, perchè la vita è tale proprio per quello che si sente, qui dentro il petto fin alle vibrazioni più remote. Eppure per una cosa così piccola, per qualche parola ma soprattutto orecchia di troppo, tutto si ingigantisce. Ci ritroviamo al gioco dei tre ... della puttana facilona, del cornuto rincoglionito e del vichingo bello come il sole. Ma lei chi la conosce? E lui da quando è cieco? Ma soprattutto l'altro chi l'ha interpellato? In un grande reality show, sono sempre e comunque gli spettatori a fare la differenza: quelli che in un primo momento guardano, inizialmente svogliati poi incuriositi, e dopo finiscono per parlare, sparlare, giudicare e trarre le conclusioni più disparate. Come in un grande spettacolo, sono quindi gli spettatori a dettare le regole. Chi conosce questa a cui piacciono tutti? E quel sensibolotto un po' sfigato? Ma soprattutto quel simpatico omaccione? Gli spettatori. E chi li tiene vivi? Gli spettatori. E chi li uccide? Sempre gli spettatori.

Divagazioni e ironie a parte, avevamo l'occorrente per partire alla grande e io avevo già allacciato la cintura. Adesso uno di quelli che mi bisbigliano dietro è pregato di muovere il culo e slacciarmela, perchè ho voglia di prendere e farmi un bel giro per i cazzi miei.


A presto presto, perchè so già che vi amerò di nuovo ... fra non molto.
In fondo sono un coglione, come posso serbare rancore?
 
posted by mr`anf at 23:49 14 comments
sabato, gennaio 07, 2006

Perché sono questi i momenti in cui non lo metto in dubbio neanche per un istante.
Perché sono questi gli istanti in cui tutto il resto scompare, il mondo è una giostra e noi abbiamo vinto un’altra corsa.
Perché sono questi gli attimi in cui mi odio per tutte le domande inutili che mi faccio.
Perché sono questi i minuti in cui mi sento come arrivato, in cui mi giro per guardarti rincorrermi con i capelli sciolti e un fiatone da chi fuma troppo.
Perché sono questi i secondi in cui un abbraccio durerebbe ore.
Perché sono questi i batter d’occhi in cui passa una vita davanti: la nostra.

Ti voglio bene.

 
posted by mr`anf at 03:23 8 comments