martedì, dicembre 20, 2005

L’acqua calda, mentre ti lavi le mani, è qualcosa di davvero piacevole. Ci resterei sotto per ore. Ti riscalda … piano … partendo dalle dita, poi per tutto il corpo. Fisso la mia pelle, il suo colore e le piccole bolle che il getto modernamente nebulizzato crea su di essa. Immobile, lascio che sia cascata … e mi perdo in pensieri per niente inerenti. In un breve secondo.

Sono felice?
Domanda delle 17 e 40 circa. Giornata tipo del mio stage, giornata tipo della settimana. A casa mi aspetta una serata, tutto sommato, tipo. Non mi lamento affatto, semplicemente contestualizzo. Domanda che sarebbe potuta uscire ieri quanto domani. Domanda che è meglio non chiedersi mai.
Sono felice?
Ma quando cazzo mai lo sarò. Quando potrò dire di esserlo? Forse il problema è semplicemente l’interpretazione di felicità, e le decine di filosofi con le loro migliaia di parole hanno già detto tutto. Felicità a momenti. “Toccare il cielo con un dito”, un’espressione che mi disse una persona, che mai avevo utilizzato e mai utilizzai poi, quasi come se la conservassi ancora in una teca di vetro. Toccare il cielo con un dito penso sia l’espressione che più si avvicini al mio concetto di felicità. Come posso quindi pretendere che questo sia ciò che sento in questo bagno alle 17 e 40 della mia giornata tipo, nel mio stage, in un dì qualsiasi della settimana?! Fondamentalmente, più ci penso più mi rendo conto che la mia felicità non esiste … anche se mi piace pensare che un giorno la proverò per più di qualche istante, di qualche ora, di qualche giorno. Vorrei svegliarmi ogni mattina con il sorriso, giocare con una gravità sfalsata e la leggerezza delle cose, sapere che un ‘tu’ c’è, uscire di casa senza scarpe e tornare indietro ridendo. Vorrei certezze implicite, bisbigliate.

Sono felice? Mmh … a tratti. Brevi. Brevissimi.
Come Buzz mi ha insegnato … questo non è volare, è cadere con stile.
E sinceramente non mi basta.
 
posted by mr`anf at 17:57 17 comments
martedì, dicembre 06, 2005
“… I geniali progetti che sono tutti uguali
Ed i geniali discorsi diventano banali
Ma la cosa più strana della nostra vita
E' che scivola fra le nostre dita …”

A ventidue anni non ho intenzione di fermarmi e riflettere sulla morte, riflettere su quanto possa essere corta la vita, quanto sfugga fra le dita. Eppure certe cose colpiscono … e mi risulta impossibile rimanere immobile, pensando a te che non sai dirmelo in altro modo, a lei che non saprà nemmeno cosa sia successo, a tutti quelli che credono di non aver dimostrato abbastanza.
La telefonata che muore, la gola che si secca: una situazione che ogni tanto immagino, perché fantasticare sulla morte non è un reato, ma che quando accade mi coglie sempre impreparato. Come posso con delle parole attraverso un fiammante modello tecnologico spiegarti cosa provo? Come posso abbracciarti da qui? Che poi non l’ho neanche mai fatto, che magari pensi pure sia fuori luogo … eppure è così che io esterno certi sentimenti, ed è così che vorrei farti capire cosa sento dentro.

Cammino per il centro commerciale e ci penso, per gli scaffali ci penso, mentre scelgo i dvd e i saporiti crostini ci penso, mentre pago ci penso … mentre guido veloce verso casa dei miei nonni ci penso. E’ assurda la coincidenza: una settimana fa mi sono fatto delle promesse, perché un nipote come me non se lo merita nessun simpatico nonnetto. Io sono fatto così: tanta, troppa gente critica il mio assenteismo, il mio sparire nel nulla … io sono fatto così … ma con loro no, non deve esserlo più. Perché nessuno si merita un nipote bislacco come il sottoscritto. Una settimana fa mi sono fatto delle promesse, la ricorrenza sarebbe caduta, ieri, per la prima volta. Coincidenze. Pesanti. Mentre guido veloce verso casa dei miei nonni ci penso. Quasi fosse l’ultima volta.

La vita è breve, i sentimenti no.
Ma finchè non si dimostra un cazzo, neanche un cazzo rimarrà.
Vorrei poter far qualcosa. Perché non siamo un film ... e non è bello pensare ci sia un primo e un secondo tempo.
Perché non è bello pensare che ci sia una fine.

Io posso morire. Voi no.
 
posted by mr`anf at 10:55 11 comments