lunedì, novembre 21, 2005

Conoscere una persona.
Conoscere una persona partendo in quarta marcia. Ne vieni travolto, come un fiume in piena … lui decide su quale masso andrai a sbattere, tu puoi solo sentire gioie e paure nell’impotenza generale.
Il tempo scorre veloce, per via del ritmo incalzante. E’ difficile rendersi conto dei particolari che fanno da contorno; sfuggono, sfocati, dietro agli angoli … scivolano, impalpabili, tra le dita come sabbia. Quando provi a voltarti, nella concitazione delle acque, vedi il tronco su cui eri seduto: con il naso all’aria guardavi gli uccelli volare liberi nel cielo … è una cosa che hai sempre voluto fare, volare. Poi, nella vita, talvolta si cade … volenti o nolenti. Quando provi a voltarti tenti di scorgere il tronco su cui ero seduto, ma non ci riesci: uno fra mille, uno fra tanti istanti della vita; sembrava così vero … e ora è soltanto pensiero. Giri di nuovo lo sguardo, cercando ora di capire dove andrai a finire. Non chiedi chiaroveggenza, solo un piccolo aiuto per poter ordinare biglietti di invito o condoglianze. Eppure non ce la fai, a vedere oltre il tuo grosso naso. Non riesci, non puoi. In totale balia delle onde, in totale balia degli eventi guardi te stesso come mai avevi visto prima: incapace.

Conoscere una persona partendo in quarta marcia. Sorridi mentre guardi i suoi capelli dimenarsi, ribelli, nel vento dei cento chilometri orari. Una macchina sportiva, un piede pesante sul pedale allungato … lui decide su quale masso andrai a sbattere, tu puoi solo sentire gioie e paure nell’impotenza generale.

E’ una cosa che hai sempre voluto fare … volare.

 
posted by mr`anf at 09:48 18 comments
giovedì, novembre 03, 2005

Non mi sto allontanando.
Io non mi sto allontanando.
Perché non lo capite? Perché è così assurdo credere in quello che sono i sentimenti, anche se non li si possono toccare con mano? Non voglio parlare di fiducia, né di fede. Ma perché mi sento così sbagliato in tutto questo? Mi sto ponendo dubbi, domande su me stesso, su cosa ho sbagliato o cosa sto sbagliando … e non riesco a venirne a capo.
Ne parlo addirittura con mia madre, che da qualche settimana sta diventando la persona con cui riesco a sfogarmi meglio: un ruolo nuovo, tremendamente strano. Ne parlo con mia madre e rivedo i miei stessi pensieri, le mie stesse conclusioni. Ne parlo con l’amico fidato e l’esito non cambia. Il fatto è che qui non è questione di avere ragione o meno, perché non me ne farei assolutamente niente: sembra che qualcosa sia segnato, che non bastino più affetto e propositi; sembra che ci sia impellente bisogno di prove concrete e dimostrazioni immediate; sembra che il tempo per voi non esista e per me sia il tipico salvarsi in calcio d’angolo; sembra che ora sia solo una questione teorica e di principio, quando in campo ci sono invece vite vere. Come può sussistere un discorso logico in tutto questo? Come potete applicare la matematica ai rapporti interpersonali? La vita non è un’addizione … questi sono i casi in cui 1+1 non è detto che faccia 2. Affatto.
A me sembra proprio non vogliate venirmi incontro … a me sembra proprio non vogliate capirmi. Orecchie chiuse, testa bassa, questioni di principio e tutti a casa.

Non c’è rancore, solo amarezza. Perché questo è uno di quei casi in cui la forte amicizia vi avrebbe dovuto far guardare tutto sotto un’ottica più grande … un’ottica in cui c’ero anche io, e non soltanto il vostro rapporto.

 
posted by mr`anf at 14:42 12 comments
mercoledì, novembre 02, 2005

Il giorno dopo. La testa piena di ricordi, di volti e suoni, di espressioni ed odori … eppure tutto sembra già così lontano. Ho passato due giorni e due notti stupendi, poterti stare accanto così a lungo era una cosa che aspettavo da tempo ed è arrivata ben prima del previsto. Ne sono felice, più che felice. Sembriamo avanzare in quarta: non bruciamo tappe, ma stiamo quasi divorando il tempo che non abbiamo mai passato assieme, golosi dell’istante che viene dopo, e quello dopo ancora. Ne sono felice, perché non ci sono pressioni, né pianificazioni … tutto sta procedendo senza una benché minima regola, e sta uscendo davvero davvero bene.
Dicevo … il giorno dopo. Il giorno dopo è sempre quello della riflessione. Inevitabilmente affronti i ricordi, i volti e i suoni, le espressioni e gli odori. Pensi che non volevi finisse, è ovvio. Pensi che godere di questi stralci di vita di coppia è quello che hai sempre voluto provare. Pensi che un giorno ti piacerebbe giocare a fare il grande, un giorno. Poi scendi dalle nuvole, rigorosamente planando con le ali del sorriso, e affronti una fase più particolare: ripensare a quelle cose che ora vorresti smussare, più modificare che cancellare, per rendere quei giorni passati ancora più speciali. Ovviamente non puoi farlo, quel che stato è stato … e quindi ti ritrovi l’estro artistico dello scultore d’istanti trasformato nel triste destino del malinconico pensatore. Sta di fatto che, nonostante non debba far altro che essere felice, qualche rammarico c’è: avrei voluto essere perfetto, avrei voluto farti sentire tutto perfetto … e sento che certe cose non andavano forse in quella direzione. Fondamentalmente sono un pirletto, più desideroso di dare il meglio che di essere perfezionista … solo che qualche debolezza salta fuori, qua e là. Nessuno è perfetto, anche se per te vorrei esserlo. Non sono triste, né mi sto pentendo di alcuna parola o gesto che sia. So che sei stata felice d’avermi tra le tue braccia, di avere me tra le tue braccia. Nel buio. Io lo sono di più.

C’è qualcosa, lì sotto, tra le fette di prosciutto crudo e la scamorza fusa. C’è qualcosa nel piatto che mi hai cucinato. E’ il bene che mi vuoi. E’ l’affetto che ci lega.
Sorrido.

 
posted by mr`anf at 14:21 6 comments