Mi bastano due parole, due colori, due note di pianoforte per commuovermi e sentire un corpo pesante al centro del petto, i polmoni stanchi e il respiro pieno di etere.
Se tu stai male, io sto male.
Non sono in grado di cambiare, inevitabilmente sbaglio. Dovrei forse fare come dici tu, godermi la vita senza preoccupazioni eccessive, senza utilizzare così tanto questa materia grigia incastrata nella testa ... o forse dovrei davvero darmi una regolata, una volta per tutte. Ma cosa significa, poi, darmi una regolata? Con più resa che pigrizia, riconosco il mio essere fatto così ... inevitabilmente sbaglio.
Ho sempre, sempre, tentato di essere gentile, disponibile ... caro ... con tutti. In dono un sorriso, in cambio un viso. E la vita finora non mi ha evitato, facendomi legare a persone così speciali che nessuna mia parola saprebbe ora descrivere. Ho sempre, sempre, tentato di essere un bravo ragazzo, gentile, disponibile ... caro ... con tutti. In dono un abbraccio, in cambio un viaggio. Eppure ... eppure non riesco a cancellare la scia di dolore dietro di me.
Un giorno forse ... mi sposerò.