Non c'è modo di condividere questo stato d'animo. Non è semplice amarezza, non è malinconica tristezza nè semplice magone ... è ancora di più, qualcosa di più, perchè non c'è niente di vero in quello che mi causa tutto questo. E il punto è proprio qui: un sogno è peggio di qualsivoglia realtà. Perchè devo raggiungere il mio miglior umore in un mondo che non c'è? Perchè devo essere finalmente felice in una così effimera dimensione? Perchè, per poi svegliarmi? Per poi stare male?
Il treno è surrealmente ok, mi guardo intorno per curiosità e ti noto. Sorridi. Sei seduta dietro di me e non me ne ero neanche accorto. Ti alzi e ora mi sei di fronte. Non ci sono molte parole, ma il resto è l'emozione di un secolo. I miei secondi di incomprensione sono sulle dita di una mano, poi il tutto lascia spazio ad un'invasiva sensazione di gioia, scalpitante gioia. Non può essere vero, non puoi essere tu e non posso essere io. Mi godo quel mezzo minuto in cui potrebbe esplodere il mondo intero ma sarebbe irrilevante, me lo godo fino in fondo, allargando un sorriso da paresi facciale ... di specchio al tuo.
"Ma ... perchè?"
Non riesco ad evitare la domanda. Le tue parole sono poco rassicuranti ... eppure non mi interessa, sento di essere indescrivibilmente felice, avverto il sorriso sul mio volto, apprezzo la tua intraprendenza e apprezzo che sia verso di me.
Vorrei poter correre senza arrivare da nessuna parte. Vorrei periodicamente cadere in un burrone. Vorrei non poter gridare.
