Qualcuno potrebbe invidiarmi, o direttamente uccidermi ... ma non riesco a tenermelo zittito dentro: questo è uno di quei momenti in cui mi sento incredibilmente solo, solo a tal punto che mi rispecchio in quello stereotipo di ragazzo a posto, con le piccole certezze e i modesti compromessi della vita, che non necessita di uscire a divertirsi ma può accontentarsi di una birra tra amici. Non so che dire: apparentemente non mi manca nulla, loro sono una delle cose più importanti che ho, a cui non vorrei rinunciare mai, ma non è abbastanza ... non potranno mai e poi mai essere tutto, non potranno colmare il posto che comunque è riservato ad altro.Sono un eterno illuso o romantico che sia, quello che crede nell’amore sopra ogni cosa, sopra ogni moda. Sono quello che pensa di poter farcela come nei film, quello che alla fine apre gli occhi alla donna che non deve chiedere mai. Sono quello che pensa di colpirla dentro senza farle del male, quello che farebbe di tutto per lei. Sono quello che finge di posporre la bellezza ma che in realtà è esteta discreto, quello che poi però non manda giù d’esser vittima del medesimo atteggiamento. Sono quello che è poco maturo quando dovrebbe esserlo, quello che è noiosamente grande quando non dovrebbe esserlo. Sono quello che la guarda finchè non sparisce da dietro il muro, quello che non viene ascoltato. Sono quello che non ha un suo guardaroba, quello che pensa che ci sia qualcosa di più che un’etichetta. Sono quello che minimizza il più grande cristo di sentimento, quello che professa semplicità. Sono quello che ride e fa ridere, quello che ha tutte le carte in tavola per risultare il preferito di mammà … ma che vince solo la lenta cadenza dei pedali nel ritorno a casa. Sono un eterno idiota, perché credo alla gente, perché mi illudo di valere solo la metà di quanto dicono. Sono un eterno rincoglionito, perché penso d’aver perso l’ultimo tram utile. O meglio, è lui che non si è fermato.
Sono io.