Periodicamente ritorna questo periodo di isolamento, di volontario pigro esilio che difatti nessuno mi ha imposto. Come già mi era capitato, io non mi ci trovo affatto male, ma presto mi renderò conto che nessuno è disposto ad aspettarmi per sempre ... e io non sono nessuno di così importante da potermi far aspettare così a lungo. Sembra di vivere in un replay, di rivedere un film di cui non si è mai vista la fine.
Tutto sommato niente va storto, continuo a non avere nulla di preoccupante nella vita, ma nulla di realmente esaltante: rimango sempre l'eterno incontentabile, noioso e pedante, desideroso di dare una mano e per questo essere notato. Risultare importante. Periodo buono in università, quello in cui vincono i sensi di colpa e, di conseguenza, do gli esami arretrati. Andare a Milano dopo quasi un mese d'assenza non mi ha fatto nessun effetto: mi sono ritrovato a sbuffare e borbottare come un vecchio per lo smog, davvero asfissiante. Questi forse sono i momenti in cui dovrei essere felice di vivere nel mio bel paesino in mezzo alla campagna, giusto? Uau, ok, che culo.
E' inutile, comunque, che faccia la vittimina: credo non cambierebbe molto nella mia vita se abitassi a Milano city, conoscerei soltanto più gente. Ops. forse questo cambierebbe la mia vita.